Molti professionisti sono molto preparati a livello di contenuti, ma si imbattono in altri ostacoli nella pratica. Le conversazioni con colleghi difficili si svolgono senza intoppi. Un'ottima idea non riceve alcun sostegno. Oppure non si ottiene la risposta sperata, nonostante un'accurata preparazione. In questi casi, il problema non risiede nei contenuti, ma nel comportamento: nel tempismo, nel tono o nell'atteggiamento. È proprio qui che risiede il potere dell'intelligenza emotiva. In questo senso, la formazione sull'intelligenza emotiva per i professionisti è fondamentale.
L'allenatore Remko Wabeke ne ha parlato recentemente in una puntata del Il miglior podcast sulle venditeDa oltre 25 anni forma professionisti in comunicazione, leadership e influenza, anche nei settori aziendale e medico. Il suo messaggio: chi impara a gestire meglio se stesso e ad allinearsi con gli altri otterrà risultati migliori.
L'intelligenza emotiva può essere sviluppata e la formazione sull'intelligenza emotiva per i professionisti
Quando la personalità è relativamente stabile, l'intelligenza emotiva può essere allenata. Pensiamo ad aspetti come l'autocontrollo, l'empatia, la capacità di rimandare il giudizio e la scelta consapevole delle proprie risposte. Tutto inizia dalla comprensione del proprio comportamento e del suo effetto sugli altri.
Remko non le chiama "soft skills", ma "competenze cruciali". Chi le padroneggia è più capace di relazionarsi, gestire la tensione, superare le resistenze o persino stabilire chiaramente dei limiti.
Una comunicazione decisa non richiede un tono duro
In molte organizzazioni non esiste una gerarchia chiara. Questo significa che è necessario coinvolgere gli altri senza un'autorità formale. Ad esempio, in un gruppo di progetto, in un team di specialisti o in una presentazione commerciale. Secondo Remko, è fondamentale comunicare in modo chiaro e convincente, senza esercitare pressioni.
Nel suo corso di Comunicazione Decisiva, i partecipanti imparano a esprimere la propria posizione in modo più chiaro, a gestire conversazioni difficili senza danneggiare la relazione e a parlare con maggiore impatto. Non si tratta di parlare più forte, ma di essere più chiari mantenendo la connessione.
Il contatto avviene prima del trasferimento dei contenuti
Un tema ricorrente nel podcast è l'importanza della connessione. Chi è veloce a giudicare o si limita a trasmettere rischia di perdere il messaggio. Remko, invece, consiglia di porre domande aperte, ascoltare attentamente e costruire la fiducia. Anche il linguaggio del corpo gioca un ruolo importante. I segnali non verbali non mentono.
Questi principi sono applicabili in tutte le situazioni lavorative: che si tratti di gestione, vendita, consulenza o collaborazione.
Influenzare o manipolare?
Infine, sorge la domanda se l'intelligenza emotiva sia troppo manipolativa. Remko fa una netta distinzione. Tutti influenziamo gli altri. Ma chi lo fa con genuino interesse, onestà e rispetto costruisce relazioni durature. Nessuno può sostenere a lungo un comportamento manipolativo.
L'essenza dell'azione emotivamente intelligente non risiede nei trucchi, ma nella consapevolezza, nell'intenzione e nel comportamento professionale.
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